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“Sono entusiasta! Il Duo Novalis suona le opere di Hindemith in modo stilisticamente perfetto, virtuosistico e trascinante, tanto che non si può che essere soddisfatti senza riserve. Che grande effetto produce la musica di Hindemith in tale eccellente interpretazione!”
(Gieselher Schubert, Paul Hindemith-Institut, Frankfurt am Main)

“Il duo pianistico Amisano – Cristani si è fatto apprezzare per la trasparenza del fraseggio unita a una ammirevole potenza espressiva e a un controllo del suono davvero esemplare”. (Il Piccolo)

“Il Duo Novalis, formato da due giovani pianisti, Stefania Amisano e Claudio Cristani, e cresciuto all’egida della scuola del Trio di Trieste, ed il cui riferimento ad una delle grandi fiugre poetiche del Romanticismo tedesco suona come un manifesto di credo estetico, suona con virtuosismo e coinvolgimento, ed una registrazione quasi asciutta accentua l’impatto delle scelte interpretative sottolineando le differenze stilistiche, che diventano mezzo espressivo in una scrittura pianistica a quattro mani funzionalmente perfetta ed intimamente cameristica. Particolarmente notevoli la pedalizazzione e la nitidezza della polifonia sullo sfondo di una fusione strumentale che si inserisce con autorità in una grande tradizione esecutiva. […] Questa registrazione integrale dei lavori per pianoforte a quattro mani del compositore tedesco […] diventa un entusiasmante mezzo di scoperta di una delle facce piu nascoste della musica del Novecento”.
(Barbara Diana, Il Giornale della Musica)

« […] Che magnifico invito, quello di transitare nel passato attraverso gli occhi del presente; su tutti, quelli del Kurtág lontano, cangiante come cristallo scheggiato, arpa eolica grondante risonanze: Játétok, giochi e paradigmi che il duo ha intessuto con intelligenza e fascino, quasi a sottolineare che in queste miniature, snocciolate come grani di un rosario, sta una rinnovata alleanza tra artista e opera. Kurtág, il grande vecchio stendeva citazioni in filigrana, presenze e assenze, vuoti siderali, presagi […] E, nella fitta galleria ciclica da Kurtág a Kurtág, spiccava la partitura “per due musicisti e pianoforte” di Marco Uvietta nel suo incedere trasognato per contrappunti nudi, straziati; negli oscuri mari della lunacordiera, erano le dita della Parca Amisano ad eccitare la cordiera tessendo il destino di questo monologo».
(Elide Bergamaschi, Il Cittadino)

“Il rapporto tra i due esecutori ha in Mozart richiami e transizioni che attenuano ogni antagonismo in un clima di forte serenità, ricreato da Stefania Amisano e Claudio Cristani in una lettura fra le più specchiate e salde, e spesso di rigorosa finitezza”. (Edoardo Guglielmi, La Cittadella)

“Il duo Amisano – Cristani ha mostrato un singolare approfondimento interpretativo, un perfetto affiatamento strumentale e solida tecnica esecutiva: l’immagine del mondo affettivo di Schubert è stata resa fedelmente in tutta la sua vibrante ricchezza interiore”. (La Voce di Mantova)